COME JUVE-VERONA DELL’85 IN COPPA CAMPIONI

Una lama gelida che ti trapassa il costato. A questo si può paragonare il fischio dell’arbitro che ha decretato il rigore del pareggio del Pinerolo.

Una gara ben giocata, compatibilmente con un campo pesantissimo, un avversario piuttosto falloso e una situazione di emergenza generale nella nostra rosa che però non ci ha impedito di presentare un undici competitivo.

I ragazzi hanno fatto quello che ho chiesto. Con convinzione. Il gol è arrivato al momento giusto. Il palo di Galli in mischia poteva chiudere una gara avara di occasioni ma dove Del Frate è stato spettatore.

Poi al 90′ Gasbarroni ha scodellato in area una palla a caso… che è finita dove non doveva finire: sulla spalla di Moleri. Rigore o non rigore? Il ragazzo giura che l’ha presa di spalla, la dinamica e la posizione del braccio purtroppo inducono a fischiare. Il Verona nel 1985 è uscito dalla Coppa Campioni contro la Juventus per un presunto fallo di mano di Brigel (spalla)… è il calcio.

Resta il fatto che chi ha disegnato questo campionato pare si diverta a organizzare il festival delle occasioni mancate. Il Cuneo vinceva 3 a 1 con un uomo in più e si è visto rimontare. Fuga respinta. E rammarico. Il Varese è capitolato a Casale. Rammarico. Il Chieri ha sbagliato l’impossibile e ha rischiato addirittura di perdere. Rammarico. Godono solo Inveruno e Pro Sesto. Per ora…

Perché dopo la sosta si fa sul serio. Il rush finale a sei squadre può prevedere di tutto e l’entusiasmo non basterà più, da solo, per avere la meglio.

Sarà bagarre. E noi ci saremo.

Marco Gaburro

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