LA RABBIA E L’ORGOGLIO

Non mi capita spesso di restare impassibile a un gol segnato dalla mia squadra.

Contro la Varesina mi è capitato ben due volte, sia in occasione del momentaneo 1-1 di Caputo, sia sullo splendido gol di Corno del 2-2. Era troppa la rabbia per quanto visto in precedenza. Siamo partiti molli, quasi con la zavorra addosso. E non è bastato pareggiare velocemente il blitz iniziale, siamo riusciti a pigliare il secondo gol con un’arrendevolezza disarmante, quasi stessimo a guardare.

Solo sul gol di Mair ho buttato in campo tutta la tensione accumulata. Perché solo vincendola sta partita potevo essere davvero contento.

Speravo in una gara in casa più tranquilla ma perché questo possa avvenire bisogna partire più concentrati e determinati da subito. E invece a volte sembra che ci piaccia complicarci la vita…

A fine primo tempo non mi sono arrabbiato. Sentivo che non sarebbe servito, perché la squadra era in oggettiva e palese difficoltà.  Ho solo cercato di infondere fiducia e tranquillizzare. E ho aggiunto che solo una grande squadra sarebbe riuscita a riprenderla.

E così è stato.

Rabbia e orgoglio quindi per questa gara. Rabbia per quello che non siamo riusciti a evitare nel primo tempo. Orgoglio per la consapevolezza di allenare un gruppo straordinario. E non solo per valori tecnici.

Marco Gaburro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *